«L’inizio di una nuova attenzione verso il lavoro autonomo»: così Chiara Gribaudo, vicepresidente del gruppo Pd alla Camera e prima firmataria del disegno di legge “Disposizioni per la tutela e la promozione del lavoro autonomo”, definisce il provvedimento che giovedì scorso ha avuto il via libera da parte del consiglio dei ministri. Il ddl e il tema del lavoro autonomo sono stati affrontati ieri  sera incontri avvenuti ieri sera al Palazzo Ducale di Genova e poi nella sala Rossa del Comune di Savona sul tema  “Il presente e il futuro delle professioni“, con la stessa Gribaudo e i suoi colleghi  Lorenzo Basso, membro della Commissione Attività Produttive e Anna Giacobbe, membro della Commissione Lavoro.

Per Basso «dal disegno di legge  devono partire il nuovo statuto del lavoro autonomo e una equiparazione vera tra lavoro autonomo e lavoro dipendente. Sicuramente la politica,  e in particolare la sinistra, non hanno seguito questo mondo che molto spesso è sfruttato, parasubordinato, era necessario dare un segnale, quello che è stato è  un grande, importantissimo passo»

«Il proletariato di oggi è quello delle partite Iva», dice  Max Morales, che con il supporto della segreteria genovese del Pd coordina un gruppo di lavoro sui temi dei lavoratori autonomi e delle microimprese.

«Il  mondo  del lavoro autonomo – spiega Morales –  è completamente rivoluzionato. Se prima il partito difendeva  il lavoratore dipendente non tutelato o comunque a rischio,  oggi il lavoratore dipendente per fortuna ha molte tutele da parte dei sindacati e delle istituzioni, tutele di cui non gode il lavoratore autonomo. Disegni di legge come quello che Gribaudo ha discusso con noi sono passi avanti importantissimi nella tutela dei lavoratori autonomi, che sono lavoratori come gli altri, cittadini come gli altri. I partiti di sinistra hanno sempre difeso i deboli, se i deboli oggi sono quelli, difendiamo quelli».

Il Pd, annuncia Morales, aprirà una pagina Facebook pubblica, non soltanto per i propri iscritti, in cui il lavoratore autonomo potrà esporre un proprio problema e ricevere un’indicazione per risolverlo. Se la soluzione non esiste, il problema verrà segnalato ai parlamentari perché intervengano. (segue dopo il video)

Ecco le cifre sulla dimensione del fenomeno in Liguria, fornite da Anna Giacobbe che ha utilizzando la Banca Dati dell’Inps.

Nell’Osservatorio statistico lavoratori parasubordinati, i lavoratori iscritti alla gestione separata dell’Inps (art.2, comma 26, della legge n.335/1995) sono distinti in contribuenti professionisti (il versamento dei contributi è effettuato dal lavoratore stesso; sono liberi professionisti per i quali non è stata prevista una specifica cassa previdenziale) e contribuenti collaboratori (il versamento dei contributi è effettuato dal committente, che sia persona fisica o soggetto giuridico; comprendono la quasi totalità delle forme di collaborazione coordinata e continuativa e diverse altre forme di lavoro tra cui: i venditori a domicilio, i titolari di assegni di ricerca o di borse di studio per dottorato di ricerca, gli associati in partecipazione, i medici con contratto di formazione specialistica).

Prima di esporre i dati è necessario premettere che il “numero dei contribuenti” corrisponde alle persone che hanno avuto almeno un versamento contributivo per lavoro subordinato nel corso dell’anno.
La “media annua del numero dei contribuenti” si ottiene dividendo per dodici la somma dei mesi nei quali per ciascuno è stata presentata la denuncia mensile: se sono 12 conta per uno, se sono sei conta mezzo, se sono due conta un sesto, eccetera; una unità di misura simile alle “unità di lavoro equivalenti”; non si stratta quindi di “teste” quelle che vengono contate.
Tuttavia, si è ritenuto di utilizzare la “media mensile” per dare un’idea della dimensione del fenomeno, e quindi su quella base calcolare la percentuale di donne o delle diverse classi di età o classi di reddito. Si tratta di una analisi parziale, che può essere approfondita e dettagliata ulteriormente.

I dati disponibili sul sito dell’Inps sono riferiti al 2014.

Per i collaboratori la media annua del numero dei contribuenti è di 16.794 su  692.013 in Italia (il numero dei contribuenti è  29.399 su 1.209.473 in Italia); 6.058 sono donne (36%).

5.139 sono i collaboratori a progetto; la delega lavoro e i decreti legislativi che le danno attuazione, hanno previsto il superamento di questa forma di rapporto di lavoro, che nella gran parte dei casi rappresenta un lavoro subordinato “mascherato”.
In ogni caso anche le altre forme di lavoro parasubordinato hanno in quasi il 90% dei casi (15.050) un solo committente, e quindi fanno presupporre che in molti casi si tratti di “falso lavoro autonomo”.

La ripartizione per fasce di reddito è così articolata:
sotto i 10 mila euro di reddito: 4.348 (2.177 le donne, il 50%); 6.315 (2620 donne) tra 10 e 25 mila euro; 3659 (910 donne) tra 25 e 50 mila euro; oltre 50 mila 2472 (351 donne, 14,2%).
È  evidente anche in questo ambito il “divario retributivo di genere” che riguarda tutto il mondo del lavoro.

Complessivamente i collaboratori versano contributi riferiti a redditi per un totale di 606.633.297 di euro lordi l’anno: una media di 20.634 euro per ciascuno dei contribuenti che tuttavia, comprendono anche persone che hanno un numero esiguo di contributi.
Poco più del 25% sono i 10 mila euro annui di reddito; il 37% tra 10 e 25 mila euro, fascia nella quale c’è la concentrazione maggiore.

I collaboratori (media annua del numero di contribuenti) sono così ripartiti per classi di età
fino a 19: 16
20-24: 414
25-29: 1.743
30-34: 1.996
35-39: 1.716
40-44: 2.034
45-49: 2.015
50-54: 1.729
55-59: 1.389
60-64: 1.288
65-69: 1.284
70 e oltre: 1.170
Totale: 16.794

Per quanto riguarda i contribuenti professionisti, in Liguria nel 2014, il numero dei contribuenti iscritti alla gestione separata Inps sono 9.829, con una media annua del numero di contribuenti di 6.041, (su 187.388 in Italia). Di questi 2.425 sono donne (40%).
Complessivamente versano contributi riferiti a redditi per un totale di 143.830.923 euro lordi l’anno. 1.607 hanno redditi su cui versano la contribuzione previdenziale inferiori a 10 mila euro annui; tra 10 e 25 mila euro sono 2756; tra 25 e 50 mila euro 1.238; solo 440 sopra i 50 mila.

I parasubordinati  professionisti (media annua del numero di contribuenti) sono così ripartiti per classi di età:

fino a 19: 2
20-24: 118
25-29: 582
30-34: 699
35-39: 723
40-44: 801
45-49: 854
50-54: 683
55-59: 489
60-64: 405
65-69: 401
70 e oltre: 286
Totale: 6.041

LASCIA UNA RISPOSTA

Please enter your comment!
Please enter your name here

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.