«Alle banche europee e italiane la Bce non farà richieste di nuovi accantonamenti né di raccolta di nuovo capitale». Con questa dichiarazione, ieri, il presidente della Bce Mario Draghi ha messo fine alla tempesta che da giorni stava facendo affondare in Borsa i titoli del sistema bancario italiano. E Banca Carige, insieme a Mps l’istituto che ha sofferto maggiormente, è risalita del 29,84%.

A spaventare gli investitori e a indurli a trasferire le loro risorse dal settore bancario in altri considerati più sicuri era stata la voce, diffusa nei giorni scorsi, che la Banca centrale europea intendesse chiedere agli istituti con più crediti deteriorati pesanti svalutazioni e ingenti aumenti di capitale.

Sono state colpite soprattutto le banche italiane perché in Italia il quantitativo di non performing loan (350 miliardi) è uno dei più alti d’Europa. Inoltre, era ancora vivo il ricordo di quando, nel novembre scorso, il decreto Salvabanche aveva imposto alle quattro banche in crisi di svalutare i crediti in sofferenza fino al 17,5% del valore nominale. Poi, sarà anche vero che, come si dice in ambienti finanziari, la tempesta sulle banche italiane sia stata volutamente scatenata da alcuni grandi fondi speculativi americani ma è stata la fragilità dei nostri istituti, dovuta al volume dei crediti in sofferenza, a permettere l’operazione speculativa. E tra le nostre banche hanno sofferto soprattutto Carige e Mps perché in convalescenza dopo serie malattie. Dichiarando che la Bce non chiederà nuovi accantonamenti né nuove svalutazioni, Draghi ha rassicurato gli investitori. Con Carige sono risaliti Mps (43,14%), il Banco Popolare (10,31%), Bpm (4,37%), Unicredit (7,93%), Mediobanca (5,54%), Intesa Sanpaolo (4,88%).

Le azioni avevano iniziato la loro ascesa ancora prima dell’intervento di Draghi, probabilmente grazie ad anticipazioni rilasciate mercoledì sera, da Danièle Nouy, presidente del consiglio di supervisione bancaria della Bce. Nouy aveva dichiarato che non era prevista alcuna azione nei confronti dell’Italia per quanto riguarda le sofferenze. Il presidente della Bce poi con il suo intervento ufficiale ha fugato ogni dubbio.

Altro fattore che ha determinato la svolta deve essere stata la convinzione sempre più diffusa che il governo riuscirà a costituire la bad bank, cioè un istituto che rilevi le sofferenze sgravando le banche. Sul tema il governo e la Banca d’Italia, già mercoledì, avevano ripreso il confronto.

Per Carige ha influito anche il road show che l’amministratore delegato Pier Luigi Montani ha iniziato ieri a Londra e terminerà oggi a Milano.

LASCIA UNA RISPOSTA

Please enter your comment!
Please enter your name here

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.