«È sicuramente un nostro obiettivo prioritario individuare un’area idonea ad autoparco per il porto di Genova che probabilmente fa eccezione a livello mondiale per non essere dotato di un’infrastruttura adeguata alla sosta dei mezzi pesanti da e per lo scalo. Visto che la permanenza del commissario dell’Autorità Portuale di Genova, ammiraglio Giovanni Pettorino, sarà più lunga del previsto, al contrario di quanto aveva assicurato il ministro Delrio, affronteremo la problematica dell’autoparco in un incontro con lui e coinvolgeremo anche tutte le associazioni della categoria».

Lo ha annunciato l’assessore regionale ai Porti Edoardo Rixi, rispondendo a un’interrogazione presentata dal consigliere Angelo Vaccarezza oggi in consiglio regionale. L’assessore Rixi ha fatto il punto sulla situazione delle aree di Campi, di proprietà di Amt e quindi del Comune di Genova, oggi adibite ad autoparco e oggetto di un progetto di vendita ad Amiu per l’insediamento di un impianto di trattamento dei rifiuti per la raccolta differenziata.

«La stima delle aree sulla base di una perizia del 2013 è di 11,4 milioni di euro per circa 372 metri quadri – dice Rixi – una stima decisamente superiore ai 6 milioni inseriti a libro di Amt e che probabilmente dovrebbe essere rivista in base agli attuali valori di mercato. L’obiettivo a breve termine è dare continuità d’uso alle aree di Campi come autoparco, anche se sono in condizioni di evidente inadeguatezza, nel frattempo lavoriamo per individuare aree alternative e finalmente definitive per la creazione di un autoparco a Genova».

«A questo punto chiederemo un incontro all’assessore – afferma Marco Gallo della Filt Cgil di Genova – siamo molto preoccupati per il destino dei 400 lavoratori dell’autoparco, visto che è una questione aperta ormai da 10 anni. Se le aree dovessero essere utilizzate per altri scopi, siamo pronti a mobilitarci in caso non si trovasse una soluzione. Teniamo conto anche che ci sono circa 250 autoarticolati che dovrebbero trovare una nuova collocazione». Per Gallo le aziende di trasporto, in assenza di soluzioni alternative, potrebbero cercare nuove aree di parcheggio nel basso Piemonte, «territorio che peraltro nel tempo ha affrontato la questione degli autoparchi destinati all’autotrasporto in modo molto più efficace rispetto a quello del capoluogo ligure. È un rischio che la nostra città e i suoi lavoratori non si possono permettere».

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