I fondi per il Terzo Valico ci sono, quello che preoccupa, ora, è la questione dello smaltimento dell’amianto. Lo dichiara a Liguria Business Journal l’assessore regionale alle Infrastrutture, all’Ambiente e alla Difesa del suolo Giacomo Raul Giampedrone.

Non che rendere innocuo l’amianto contenuto nel materiale di scavo sia un’impresa tecnicamente ardua, esistono diverse tecnologie, semplici ed economicamente sostenibili per risolvere il problema. La più economica l’ha segnalata nei giorni scorsi il Secolo XIX ed è stata messa a punto, sulla base di un principio vecchio più di cent’anni – vecchio quasi come l’idea del Terzo Valico, che risale al 1903 – da un gruppo di ricercatori dell’Università di Genova, guidato da un professore di Fisica della materia, Maurizio Ferretti.

A complicare la vicenda, ora, non è la chimica ma il governo. Secondo un recente provvedimento dell’esecutivo, spiega Giampedrone, «tutti i materiali di scavo che contengono una determinata quantità di amianto devono essere smaltiti in loco. Questo è praticamente impossibile per le opere che stiamo portando avanti, non abbiamo i siti adatti. Oppure questi materiali devono essere trattati come rifiuti pericolosi, il che significa un trattamento speciale, il loro trasporto nei siti competenti e quant’altro. Tutto questo comporta un costo dell’opera notevolmente superiore rispetto a quello preventivato. Ed è una preoccupazione che non riguarda soltanto la Liguria ma in pratica tutte le Regioni, tanto che è stato chiesto al governo il differimento della pratica. Ma quando siamo andati al tavolo nazionale Stato-Regioni il ministro Galletti ci ha detto che il governo non apriva al differimento. Siamo rimasti con questa posizione, che preoccupa molto noi, e tutti quelli che stanno intervenendo nella vicenda».

Il provvedimento dovrà, comunque, essere votato dal parlamento. «Sì – conferma l’assessore –  e il governo ha detto che recepirà tutte le osservazioni fatte dalle Regioni ma non ha recepito quello che abbiamo chiesto noi: differire la pratica, in modo da attivare un tavolo di confronto serio su un argomento che potrebbe mettere una seria pregiudiziale sui costi da finanziare».

Intanto, i finanziamenti per il Terzo Valico che un mese fa a Genova aveva assicurato Delrio ci sono. I lavori, quando si risolverà la questione dell’amianto, potranno andare avanti. «Il nuovo Cipe – precisa Giampedrone – ha assicurato tutto il terzo lotto, sul quarto lotto per ora ci sono solo le rassicurazioni di Renzi. E se intanto si decidessero a nominare il commissario per l’opera non sarebbe male. Un nome aleggia tra i vari uffici ma il commissario ancora non c’è. Pare che debbano mettersi d’accordo Mef e Corte dei Conti sul suo compenso».

Nei giorni scorsi si è fatto il nome di Iolanda Romano. «C’è stata un’indicazione ma non ancora la nomina. Che è quanto mai urgente».

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