Una collaborazione attiva con la Lombardia a partire da sanità, infrastrutture e turismo. La visita del governatore lombardo a Genova Roberto Maroni (neo assessore alla Sanità dopo i guai giudiziari di Mario Mantovani) è servita per rilanciare in modo più concreto quanto annunciato a inizio mandato da Giovanni Toti. A partire da un libro bianco della sanità sulla scia di quello presentato lo scorso anno in Lombardia e che poi si è tramutato in legge.

«Il peso dei privati nella sanità pubblica in Liguria? Equivale a zero – sottolinea il presidente della Regione Liguria – mentre la concorrenza tra pubblico e privato credo sia il sale per migliorare le cose. Nell’arco di questi cinque anni faremo in modo che il privato pesi un po’ di più, stiamo parlando di privato convenzionato, che per il cittadino vuol dire migliori servizi e nessun costo aggiuntivo, spesso con un risparmi anche per le casse dell’erario».

Toti ha anche ribadito che le due Regioni sono al lavoro per un treno veloce senza fermate intermedie per collegare meglio i due capoluoghi: «Sono già al lavoro gli assessori ai Trasporti delle due regioni, stiamo valutando la fattibilità del progetto che riteniamo sia realizzabile. Certo che, dopo una ventina di anni in cui non è successo niente, non pensiamo di risolvere tutto in una ventina di giorni, ma crediamo che si debbano trovare soluzioni al più presto per avviare il servizio nei primi mesi del prossimo anno. Il treno veloce senza fermate intermedie Genova-Milano sarà una buona soluzione-tampone, perché stare a guardare con le mani incrociate gli scavi del Terzo Valico, opera strategica per i due asset lombardo e ligure non ci pare il modo migliore per far passare cinque anni».

Toti, che per due volte ha un lapsus e dice collegamento Milano-Roma, aggiunge: «Occorre pensare anche a migliorare e a velocizzare i collegamenti ferroviari tra Genova e Roma per integrare i voli o in alternativa all’aereo».

Dal canto suo Maroni sottolinea: «Stiamo lavorando per risolvere alcune questioni tecniche e per trovare le risorse da impiegare con Trenord. Vogliamo creare un sistema gestito da Lombardia e Liguria grazie al dialogo che abbiamo stabilito, anche in ottica turistica».

E sulla sanità spiega: «Non vogliamo imporre il nostro modello a nessuno o esportarlo ma siamo disponibili a mettere a disposizione le nostre buone pratiche perché collaborando possiamo dare cure migliori. Il nostro sistema misto pubblico-privato funziona e la nuova legge di evoluzione approvata a agosto serve per migliorarlo ancora».

Il sistema lombardo deve prevedere l’aumento dell’età media e quindi delle cronicità, un fattore che in Liguria è già presente da anni. Maroni ha ricordato che il modello lombardo prevede più controlli sulla spesa, un’unica stazione appaltante (che in Liguria è già avviata da tempo) e la promozione del sistema fuori regione.

Nel pomeriggio il governatore Maroni è in visita all’Istituto italiano di tecnologia, ma in questo caso si scopre più “protezionista”: «Non esiste una questione Iit, esiste il fatto che il presidente del Consiglio è venuto a Milano a dire cose stravaganti». Il riferimento è al progetto del governo di insediare un centro di ricerca nelle aree dell’Expo con la regia dell’Istituto Italiano di Tecnologia di Genova.
«La comunità scientifica si è ribellata. Bisogna trovare un accordo per coinvolgere anche l’Iit, naturalmente, nel futuro di Expo, ma senza trascurare o penalizzare le eccellenze che ci sono in Lombardia e fuori dalla Lombardia. E stata una mossa sbagliata di Renzi».

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