Genova è il secondo capoluogo di provincia per superamento dei livelli di biossido di azoto nel 2014 (dopo Brescia). È uno dei dati negativi sul capoluogo ligure contenuto nel rapporto Istat sulla qualità dell’ambiente urbano per il 2014 (qui il report completo). La concentrazione media annua dovrebbe essere 40 mg/m3, mentre a Genova supera i 60. Sempre considerando il biossido di azoto, Genova fa parte delle sette città in cui si è anche verificato almeno un superamento della soglia fissata per la media oraria (200 μg/m3): per 2 ore. Si tratta di un inquinante che deriva da combustione veicolare e industriale, un gas irritante per l’apparato respiratorio e per gli occhi che può causare bronchiti e ulteriori problemi in caso di esposizione prolungata. Contribuisce alla formazione dello smog fotochimico (quello che si “vede” in giornate caratterizzate da condizioni meteorologiche di stabilità e di forte insolazione) e contribuisce, trasformandosi in acido nitrico, al fenomeno delle “piogge acide”.

Non va meglio sul fronte ozono: anche in questo caso Genova è tra i grandi Comuni che registrano più di 25 giorni di superamento dell’obiettivo a lungo termine dell’ozono, ossia 120 mg/m3, media mobile massima giornaliera di 8 ore (superamenti rilevati in una quota compresa tra il 20 e il 30% delle stazioni attive). L’ozono acuisce i problemi respiratori nella popolazione particolarmente sensibile a questa sostanza.

Anche sull’inquinamento acustico Genova spicca, in questo caso per suscettibilità dei suoi abitanti: secondo posto tra i grandi Comuni per numero di esposti ogni 100 mila abitanti: 17 nel 2014 (in aumento rispetto all’anno precedente), seconda solo a Verona (20,4). Il valore assoluto è il primo in Italia: 101 esposti. I controlli sono stati 15,6 ogni 100 mila abitanti, ma la rilevazione con almeno un superamento di limiti ha proprio in Genova una delle percentuali minori: capita nel 28% dei controlli.

Il capoluogo ligure, insieme alla Spezia e Barletta, è anche tra i pochi Comuni in cui c’è meno di un’auto ogni due abitanti, ma le città liguri si distinguono per numero di motocicli ogni mille abitanti: al primo posto Imperia con oltre 250, mentre Genova è a 231, prima dei grandi Comuni.

Per quanto riguarda i consumi complessivi di energia elettrica e gas metano, Genova “pesa” di più rispetto all’hinterland provinciale (il 70%).

Le città liguri sono molto indietro per quanto riguarda l’energia da impianti fotovoltaici: meno di 10 mila kWh per abitante (la fascia più bassa presa in considerazione) di cui il 10,1% arriva da impianti dell’amministrazione pubblica a Imperia, Genova e la Spezia, mentre a Savona la percentuale è tra il 5,1 e il 10%. La potenza degli impianti dell’amministrazione è meno di 5 kW in tutti e quattro i capoluoghi.

L’acqua potabile immessa nella rete di distribuzione dei capoluoghi di provincia è di poco superiore alla media nazionale per Genova: circa 350 litri per abitante al giorno, molto meno di città come Milano, Venezia, Trieste, Cagliari, Roma e di poco inferiore a Torino e Firenze, ma è anche una delle città in cui c’è meno dispersione: 97,7 litri per abitante rispetto alla media italiana di 143,5 (sempre riferita ai Comuni capoluogo).

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