Un porto in ottimo stato di salute, attrezzato per le nuove sfide grazie a un imponente programma di opere, realizzate o in via di realizzazione, e pronto a sopperire alla flessione del mercato del Far East con la crescita dei traffici nel Mediterraneo. È il porto di Genova, che oggi il presidente Luigi Merlo ha lasciato ufficialmente con un discorso di congedo alla presenza del ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Graziano Delrio.

Considerando le cifre dei container movimentati, lo scalo genovese manifesta un ottimo stato di salute che la recentissima flessione del Far East non compromette. Secondo i dati forniti dall’Autorità portuale, i terminal genovesi movimentano nel loro insieme oltre il 35% dei container trattati in Italia. Tra il 2008 e il 2014 i traffici sono cresciuti a un tasso medio del 3,5%, più del doppio rispetto alla media nazionale. Nell’ultimo anno certificato, il 2014, la crescita del traffico container è stata del 9,3%

Un complesso imponente di opere, previste e già realizzate, ha permesso questo sviluppo.  Il porto di Genova ha impegnato nel periodo 2008 – 2015 oltre 368 milioni di euro e altri 154 milioni sono pronti per essere impegnati nel 2016, escluse le spese per le manutenzioni ordinarie. Nel periodo considerato il porto ha definito lo stanziamento di oltre 522 milioni di euro in opere. Questa impostazione ha consentito una maggiore dinamicità ai privati che, rispettando gli impegni determinati dalle concessioni, hanno certificato un investimento complessivo di oltre 150 milioni tra il 2008 e il 2014 e impegnati altri tra100 milioni il 2015 e il 2016. Nel periodo considerato, quindi, lo scalo ha potuto contare su un totale di 772 milioni di euro.

L’intervento maggiore riguarda il riempimento di Calata Bettolo che, insieme a quello di Ronco – Canepa, traguarda l’obiettivo di adeguare il porto alle esigenze del mercato. Tra i principali interventi, anche il recupero funzionale di calata Olii minerali, la viabilità di collegamento con piazzale san Benigno, l’elettrificazione delle banchine, l’ampliamento di Ponte dei Mille, la riqualificazione del compendio tra calata Inglese e Bengasi, il ripristino della diga e del molo Duca di Galliera, il programma di manutenzioni straordinarie.

Il porto di Genova dal luglio del 2009 è soggetto alla più grande opera di dragaggio mai avvenuta nella sua storia. Durante l’opera, finanziata dall’Autorità Portuale con 68 milioni di euro, e con un cantiere previsto in chiusura nel dicembre 2015, sono stati smaltiti oltre 3,5 milioni di metri cubi di materiale. I fondali verranno portati a quote compatibili alla navigazione di navi mercantili di elevato tonnellaggio e all’attracco delle più moderne navi da crociera.

La fase di definitiva approvazione del Piano regolatore portuale è in corso di conclusione. Attuato il piano, Genova potrà lavorare oltre 5 milioni di teu all’anno, accogliendo navi fino a 24.000 teu

Un altro dato positivo che Merlo lascia in eredità al suo successore, è la pacificazione della comunità portuale, un tempo sconvolta dai dissidi e dalle cause in Tribunale

«Sono stati otto anni complessi e difficili – ha detto Merlo – ma anche belli. Non c’è mai stato un momento di tregua, fino alla tragedia della Torre Piloti. E i risultati sono stati ottenuti grazie a una comunità portuale splendida».

Per il futuro secondo Merlo «il modello basato soltanto sul Far East è già superato. L’Africa, il Mediterraneo e il Medio Oriente, sono questi in nostri mercati, come lo sono stati per i nostri avi, anche se, ovviamente, non dobbiamo trascurare le altre direttrici di traffico». Indispensabile anche, per lo sviluppo dello scalo genovese, «una legge chiara, che ponga fine alla confusione dei ruoli. L’Autorità Portuale non può essere insieme arbitro e allenatore. Sono ruoli inconciliabili».

Per l’ex presidente dell’ente genovese, intanto, si prepara un futuro romano. Delrio ha annunciato pubblicamente: «sto corteggiando Merlo per averlo con me al ministero»

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