Concertazione tra vari attori come elemento cardine e di novità dei fondi europei per il settennato 2014-2020. Per la Liguria saranno 354,5 i milioni di euro a disposizione per il programma operativo regionale Fse-Liguria (di cui 196 di risorse nazionali e regionali) e 392 i milioni per il Por-Fesr (di cui 177 di risorse europee, 124 di cofinanziamento nazionale e 53 di cofinanziamento regionale), 314 per il piano di sviluppo rurale (di cui 135 milioni a bilancio Ue e 179 di risorse nazionali).

I dettagli sono stati presentati nell’ambito del convegno “La Liguria nel sistema Europa 2014-2020, una sfida da vincere”, organizzato da Regione Liguria, Ordine degli Architetti di Genova, Confindustria Liguria e Iter.

Gabriella Drago, direttore del dipartimento Sviluppo economico della Regione Liguria, spiega: «Le risorse dell’Ue verranno allocate su obiettivi tematici, lasciando spazio a un percorso di condivisione: sono cinque gli obiettivi fissati per quanto riguarda il Fesr».

Alla ricerca e allo sviluppo competitivo del territorio verranno dedicati 80 milioni (soprattutto per l’innovazione tecnologica), il 20% dell’intero fondo.

All’agenda digitale per la crescita del territorio andranno 41 milioni e i soggetti attuatori e beneficiari saranno sia gli enti pubblici sia le imprese.

Il terzo obiettivo è la competitività delle pmi: previsti 135 milioni, oltre il 34% del fondo.

Quarto tema quello dell’efficientamento energetico e della mobilità sostenibile: 79 milioni, anche questo rivolto sia alle imprese sia agli enti locali.

«La Regione Liguria – aggiunge Drago – ha voluto inserire come quinto obiettivo la prevenzione del rischio sul territorio con 42 milioni». La logica degli obiettivi tematici è stata studiata proprio nell’ottica della condivisione di progetti strategici.

Sono stati definiti i primi criteri attuativi delle cinque misure e mappati i criteri di selezione dell’operazione relativa ai primi bandi (ricerca e sviluppo e innovazione tecnologica, agenda digitale, pmi rischi alluvionali).

Entro la fine di quest’anno saranno aperti i bandi sulla ricerca-sviluppo, l’innovazione tecnologica, l’accesso al credito delle imprese artigiane, ma i termini di presentazione delle domande saranno nel 2016.

«Abbiamo stabilito un’agenda di bandi con finestre semestrali – dice Drago – daremo un’apertura di trenta giorni fissando già la data per il primo semestre e il secondo semestre. Così le imprese possono lavorare sulla qualità dei progetti e prepararsi anche per seconda fase. Si eviteranno le lunghe graduatorie».

I bandi saranno tutti adottati e organizzati in forma telematica, rendendo prassi la sperimentazione degli ultimi anni: «Con la piattaforma online – sostiene Drago – ci aspettiamo una riduzione del 50% dei tempi di concessione ed erogazione dei finanziamenti. Entro il 2018, primo anno di verifica per questo nuovo settennato, crediamo di poter raggiungere l’obiettivo sia degli indicatori spesa sia dell’efficacia dei progetti.

 

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