Si contano sulle dita di una mano le piccole imprese italiane (e straniere) che realizzano artigianalmente damaschi e velluti. Una di queste, Tessitura Gaggioli,  si trova a Zoagli. Qui Giuseppe e Paola Gaggioli portano avanti una tradizione centenaria, che affonda le prime radici addirittura negli anni delle Crociate,  secondo la storia tramandata dagli zoagliesi.

Una storia che, per la famiglia Gaggioli, inizia nel 1932, quando il nonno Giuseppe rileva la Società Anonima Velluti Zoagli, nata 10 anni prima, e avvia una produzione artigianale che resiste fino ai bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale. Distrutta la sede, come gran parte della cittadina del Tigullio, Giuseppe riparte da zero: con caparbietà e passione fa rinascere la piccola azienda che sarà portata avanti da altre due generazioni: prima Sergio e poi, dal 2000, i suoi due figli. «Mia sorella e io siamo letteralmente cresciuti tra i telai – ricorda Giuseppe Gaggioli, attuale titolare – fin da quando eravamo bambini abbiamo cominciato ad avvicinarci a questa lavorazione e la passione per la tessitura è cresciuta con noi».

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Una passione che li ha portati a realizzare quotidianamente tessuti pregiati a partire dalla seta grezza, importata dalla Cina, su telai che hanno trecento anni di storia: «Utilizziamo i telai antichi – spiega Gaggioli – Ne abbiamo uno per il damasco e due per il velluto. ma abbiamo anche telai meccanici. Riusciamo a produrre dai 30 ai 50 centimetri al giorno di velluto e circa un metro e mezzo di damasco. Quantitativi che dipendono molto dalla giornata: siamo solo in due e, se abbiamo clienti da seguire, non possiamo lavorare anche al telaio». La lavorazione è particolarmente impegnativa e minuziosa: tra i tessuti più complessi, il cosiddetto “velluto soprarizzo” che richiede circa 250 movimenti tra mani e piedi per realizzare appena un centimetro di superficie. Il damasco, utilizzato soprattutto nell’arredamento, ma anche per i paramenti sacri, conta 12.240 fili di ordito in 64 centimetri di altezza, che significa ben 470 fili in un centimetro di tessuto.

Proprio l’arredamento è la principale destinazione dei tessuti prodotti dalla Gaggioli. Qualche fornitura in Italia, di cui una per un sarto che lavora per Città del Vaticano. Ma il grosso del mercato è all’estero, in particolare in Regno Unito, Portogallo, Stati Uniti, dove si lavora per i fornitori del mondo dello spettacolo e della cultura. Un’importante commessa, che però Giuseppe Gaggioli definisce per ora “top secret”, ha consentito all’azienda di chiudere positivamente il 2014.

Ma la crisi si è sentita anche a Zoagli, nonostante una produzione di nicchia e di alta qualità: «Il calo degli ordini c’è stato: molti musei, per esempio, hanno diminuito le forniture». Musei, teatri, ma non solo: talvolta si affaccia al laboratorio artigianale anche qualche privato alla ricerca del tessuto giusto, magari per il proprio yacht. «Fino a vent’anni fa lavoravamo moltissimo per la “Genova bene” – dice Gaggioli – ma ora i tempi sono un po’ cambiati».

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