Qualche difficoltà, nella prima parte dell’anno, per l’artigianato ligure potenzialmente interessato dalla domanda turistica. Secondo l’Ufficio studi Confartigianato su dati Unioncamere-Infocamere, il primo trimestre del 2015 si chiude con un leggero -0,7% del settore rispetto allo stesso periodo del 2014. Settore che rappresenta il 14,5% dell’intero artigianato in Liguria, per un totale di 6.519 micro e piccole imprese: si tratta, principalmente, di attività di trasporto (1.830), agroalimentare (1.468), attività manifatturiere e servizi (1.036), ristoranti e pizzerie (957), abbigliamento e calzature (630), bar, caffè e pasticcerie (517), attività ricreative, culturali e di intrattenimento (79) e giornali, guide ed editoria (2).

A livello nazionale il calo è stato leggermente inferiore, pari al -0,3%, e interessa quasi 212.700 microimprese: a fronte di segnali negativi nel centro-sud, il Nord registra una lieve crescita (+0,2%). Osservando il panorama regionale, Valle d’Aosta (-3,9%), Basilicata (-3,2%) e Marche (-1,7%) segnano i cali più decisi, mentre in Toscana (+1,3%), Trentino Alto Adige (+0,8%) e Lombardia e Friuli Venezia Giulia (entrambe a +0,6%) si registrano andamenti positivi.

Giancarlo Grasso
Giancarlo Grasso

«L’indotto del turismo rappresenta una fetta notevole dell’artigianato – commenta Giancarlo Grasso, presidente di Confartigianato Liguria – Anche per questo occorre intensificare gli interventi per promuovere, in modo coordinato e sinergico, uno dei settori cruciali per la nostra economia: valorizzare le eccellenze della Liguria, dall’agroalimentare al patrimonio cultuale, significa anche fare crescere la competitività di quelle piccole realtà imprenditoriali il cui business è fortemente legato ai flussi turistici».

In Liguria il calo più forte è quello dell’imperiese (-2,8% sul primo trimestre 2014). Qui sono attive 836 microimprese della filiera: tra le principali, 216 nel settore manifatturiero e servizi, 211 agroalimentari, 178 nei trasporti e 85 tra ristoranti e pizzerie.

Savona, con 1.315 realtà interessate, segna un calo dell’1,4%. Andamento negativo che riguarda soprattutto il settore agroalimentare (319 microimprese), manifatturiero e servizi (249), trasporti (232), ristoranti e pizzerie (202) insieme a bar, caffè e pasticcerie (173) e abbigliamento e calzature (100).

Situazione di stabilità alla Spezia, dove si registra un leggero -0,1% per le 791 microimprese della filiera: si tratta di 192 del settore agroalimentare, 163 dei trasporti, 132 fra ristoranti e pizzerie, 124 attività manifatturiere e servizi, 93 bar e pasticcerie.

Invariato il panorama nel genovese (3.577 microimprese), nel quale si contano 1.257 realtà del comparto trasporti, 746 dell’agroalimentare, 538 ristoratori, 447 microimprese del manifatturiero e servizi, 390 dell’abbigliamento e 184 tra bar e pasticcerie.

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