Il secondo trimestre del 2015 si chiude con una positiva inversione di tendenza per l’artigianato ligure, che registra un complessivo +0,34%. Secondo gli ultimi dati Infocamere-Movimprese, sono 44.834 le micro e piccole imprese artigiane all’attivo: 828 le nuove realtà, 676 quelle che hanno chiuso, per un saldo positivo di 152 realtà.

I due principali settori, manifatturiero (7.468 micro e piccole imprese) e costruzioni (21.728), registrano, rispettivamente, un tasso di crescita dello 0,13% e dello 0,35%. Migliori, in entrambi i casi, rispetto alla media nazionale, che chiude i tre mesi con un -0,03% nel manifatturiero e un +0,02% nelle costruzioni. In Liguria sono 113 le nuove aperture della micro e piccola industria manifatturiera, contro 103 chiusure e, nel settore delle costruzioni, si contano 421 nuove attività e 344 cessazioni.

«Il settore artigiano torna a registrare una crescita – commenta Giancarlo Grasso, presidente di Confartigianato Liguria – e conferma l’importanza nell’economia regionale. Seppur lievi, questi dati acquistano maggior valore se confrontati con l’andamento del primo trimestre dell’anno, caratterizzato solo da segni meno, in alcuni casi particolarmente pesanti. Naturalmente i dati devono stabilizzarsi nel tempo e confidiamo che gli amministratori regionali sappiano cogliere questi segnali positivi come stimolo a realizzare fin da subito interventi forti per lo sviluppo, in modo tale da dare continuità a questo tasso di crescita anche nei prossimi mesi: solo così questa inversione di rotta può rappresentare un vero segnale di ripresa».

Nei primi tre mesi dell’anno l’artigianato ligure aveva chiuso infatti con un trend negativo dello 0,8%. Il positivo cambiamento di rotta si registra in modo quasi generalizzato in tutte le province. Solo Genova, con 61 chiusure a fronte di 48 nuove aperture, chiude con un lieve -0,3% nel manifatturiero (-0,8% nel primo trimestre e 3.904 imprese all’attivo), mentre, per ciò che riguarda le costruzioni, mantiene il settore quasi invariato con un +0,3% (196 aperture e 163 chiusure d’attività, per un totale di 10.917 imprese). Bene anche Savona, con un +0,6% nel manifatturiero, frutto di 28 nuove attività contro 17 cessazioni (1.473 realtà totali), e un lieve +0,23% nelle costruzioni: 78 le saracinesche chiuse contro 89 nuove imprese (complessivamente 4.766 in provincia). Entrambi i settori avevano chiuso negativamente la prima parte dell’anno, rispettivamente con un -0,2% e -1,5%.

Il tasso di crescita migliore si registra nell’imperiese. Qui il manifatturiero, 1-049 imprese attive, cresce dello 0,8% (18 nuove imprese e 9 cessazioni d’attività), mentre quello edile cresce quasi di un punto percentuale in tre mesi: +0,9% frutto di 81 nuove realtà contro 47 chiusure (in totale 3.731 imprese). Una netta inversione di tendenza rispetto al -0,7% e addirittura al -1,5% registrati nei due settori nel primo trimestre. Spostandoci nell’estremo Levante, alla Spezia il manifatturiero (1.042 imprese totali) chiude a +0,3% (alle 19 aperture corrispondono 16 chiusure d’attività), mentre le costruzioni rimangono quasi invariate: il tasso, pari a -0,04%, è frutto di 55 aperture che vanno quasi a compensare le 56 cessazioni d’impresa (2.314 le realtà complessive sul territorio provinciale)). In entrambi i casi i valori rappresentano una risalita rispetto al -0,5% nel manifatturiero e al -2,7% nelle costruzioni registrati nel primo trimestre dell’anno.

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