Presenze oltre i 71 milioni, impatto economico sui 5,9 miliardi di euro l’anno: tanto conta il turismo in Liguria secondo il Rapporto annuale di Isnart sui dati 2014 commissionato da Unioncamere.

Considerando sia i turisti che alloggiano nelle strutture ricettive sia i vacanzieri delle abitazioni private (seconde case di proprietà e in affitto, residenze di amici e parenti) si stimano nel 2014 in Liguria 71 milioni e 205 mila presenze turistiche (pressoché in linea con il 2013), di cui il 18,9% nelle strutture ricettive (13 milioni e 479 mila presenze) e il restante 81,1% in abitazioni private (57 milioni e 726 mila presenze).

L’impatto economico generato dalle spese turistiche sostenute nel corso della vacanza è stimato in 4 miliardi e 885 milioni di euro circa (Tabella 24), con un calo rispetto al 2013 (-4,2%) legato alle spese dei turisti che alloggiano nelle strutture ricettive (-27,6% verso tutti i settori ad eccezione dei ristoranti e bar), mentre crescono leggermente quelle dei vacanzieri nelle abitazioni private (+7% un aumento registrato in tutti i comparti escluso quello agroalimentare e i bar). Nel dettaglio delle singole voci di spesa, emerge una maggiore propensione a spendere per le attività culturali e ludiche e per lo shopping, mentre diminuisce la spesa per gli acquisti di prodotti agroalimentari.

In particolare le spese per alloggio e ristorazione sono stimate in oltre 2 miliardi e 607 milioni di euro, ovvero il 53,4% del totale, con una flessione complessiva del -1,6% rispetto al 2013; le altre spese sono stimate in 2 miliardi e 278 milioni di euro circa (46,6% del totale), in calo del -6,9% rispetto al 2013. Fanno parte di questo gruppo le spese sostenute negli stabilimenti balneari, quelle in attività culturali e di intrattenimento (quasi 754 milioni di euro, il 15,4% del totale), i prodotti agroalimentari (oltre 710 milioni di euro, 14,5%), gli acqusiti di abbigliamento ecalzature (392,5 milioni di euro, 8%) e quelli di altri prodotti manufatturieri (264 milioni di euro, 5,4%), trasporti, giornali, guide e prodotti editoriali.

I turisti che alloggiano nelle strutture ricettive producono un impatto economico stimato sul territorio in 1 miliardo e 187 milioni circa (pari al 24,3% del totale), di cui il 67,5% per alloggio e ristorazione (quasi 801 milioni di euro), il 15,5% in attività culturali e ricreative (184 milioni di euro circa) ed il 5,3% in prodotti agroalimentari (62,5 milioni di euro).

Per i vacanzieri delle abitazioni private, infine, l’impatto stimato sul territorio è pari a circa 3 miliardi e 698 milioni di euro (75,7% del totale), di cui il 48,8% per spese di alloggio (abitazioni in affitto) e ristorazione (pizzerie, ristoranti, bar, caffè e pasticcerie) per un totale di 1 miliardo e 806,5 milioni di euro, il 17,5% per prodotti agroalimentari (648 milioni di euro circa), il 15,4% per attività ludiche e culturali (570 milioni di euro circa), il 9,2% per shopping abbigliamento e calzature (341,5 milioni di euro) e il 5,8% per gli altri prodotti manifatturieri (215 milioni di euro).

Il Rapporto Isnart analizza anche la figura del turista che visita la Liguria. Considerando il turista che pernotta in strutture ricettive ma anche colui che alloggia nelle abitazioni private, il turismo italiano incide in media in Liguria per il 61,5%, mentre gli stranieri sono il 38,5% (quota in crescita rispetto al 34,8% rilevato nel 2013). Elevata la componente di turismo abituale, vacanzieri che tornano nelle destinazioni in cui si sono trovati bene scegliendo le modalità di viaggio e alloggio sulla base di precedenti esperienze personali (54,3% dei turisti italiani, 27,6% degli stranieri).Tra i canali di comunicazione, ad influenzare le scelte della destinazione di vacanza è soprattutto Internet (41,6% degli italiani e 61,9% degli stranieri), seguito dal passaparola di amici, parenti e conoscenti (19,1% degli italiani, 30,1% degli stranieri) e dalle guide turistiche (3,7% degli italiani, 10,4% degli stranieri). 8 turisti su 10 scelgono la regione per trascorrere vacanze nelle destinazioni della riviera (85,7% dei turisti italiani, 78,1% degli stranieri), mentre alloggia in città in media l’11,7% dei turisti (il 9,1% degli italiani ed il 15,8% degli stranieri) e nelle destinazioni del turismo verde circa il 6% .

Il turista che visita la Liguria è in prevalenza: adulto, tra i 31 ed i 40 anni (35,8%) e tra i 41 ed i 50 anni (27,4%); diplomato (59,1%) e laureato (35,3%), lavora nei settori dell’industria e dei servizi con mansioni ad elevata qualificazione (27,8%) o media-bassa qualificazione (16,7%), è un lavoratore autonomo (20,5%), un professionista o un tecnico (15%); sposato o convivente con figli (44,4%), senza figli (34,5%) e single (19,9%).

Le principali motivazioni di visita nella regione sono il desiderio di relax (38,8%,) e la curiosità di visitare luoghi sconosciuti (34,3%), ma anche le occasioni di divertimento (26,2%), gli interessi enogastronomici (24,9%) e il desiderio di soggiornare in località considerate esclusive (21,3%). Segue la presenza di risorse culturali, un fattore che fa leva soprattutto sul turismo internazionale: decisivo per il 22,6% degli stranieri (contro il 12,4% degli italiani). Tra i fattori di ordine pratico, a muovere questi turisti sono soprattutto il buon rapporto qualità/prezzo (decisivo per il 19,9% dei turisti che visitano la Liguria), l’abitudine ad alloggiare nella struttura ricettiva di fiducia (16,9%), la facilità di raggiungimento della località di vacanza (13,3%), la possibilità di essere ospitati da parenti e amici (12,2%), la disponibilità di una seconda casa (muove il 10,5% dei turisti italiani ed il 4,3% degli stranieri) e la presenza di facilties e sevizi a misura di bambino (7,4%).La vacanza in Liguria è organizzata con un discreto anticipo: prenota prima di partire il 76,5% dei turisti (più del 63,9% rilevato nel 2013), con una tempistica media che va da 1 a 3 mesi precedenti la partenza (nel 78% dei casi).

Tra le modalità di prenotazione prevale il contatto diretto (45,8% dei turisti) e in particolare quello con la struttura ricettiva (42,1%), mentre prenota su Internet in media il 25,9% dei turisti, utilizzando il web soprattutto per trovare la soluzione di alloggio (21,8%), stranieri in testa (26,2%).

Per raggiungere la località di vacanza il mezzo più utilizzato è l’automobile (73,7% dei turisti),seguito dalla moto (9,9%), dall’aereo (7%) e dal treno (6,5%), mentre per spostarsi sul territorio nel corso del soggiorno turistico si utilizza l’automobile (52,1%, Tabella 12), ci si posta a piedi (49,8%), in moto (10,4%) o in bicicletta (5,4%).

Si viaggia soprattutto in coppia (51,9% dei turisti, un target in crescita rispetto al 2013 quando incideva per il 39,9%) ed in famiglia con bambini piccoli (12,8%) o dai 6 anni in su (14,5%).

La permanenza media è di 9 notti, più breve in media di 2 notti rispetto allo scorso anno, senza grandi diversità tra turismo italiano ed internazionale. Sei turisti su 10 cercano informazioni nel corso del soggiorno turistico su luoghi, risorse e servizi offerti sul territorio, ricorrendo in prevalenza ad Internet.

Il turista che visita la Liguria, d’altronde, condisce la vacanza con gite ed escursioni di scoperta del territorio (55,4%) ma anche con le degustazioni di prodotti dell’enogastronomia locale (32,8%). Tra le altre attività più praticate vi sono le visite di musei e mostre (6,8% dei turisti italiani, 14,2% degli stranieri), la partecipazione ad eventi tradizionali e folkloristici (8,2% dei turisti) e gli sport all’aria aperta (svolti dall’8,2% dei turisti), soprattutto trekking e passeggiate in montagna (27,8% dei turisti che praticano sport), snorkeling ed immersioni al mare (24,9%), surf e windsurf (13,9%), ciclismo e mountain bike (9,6%), vela e tennis. I luoghi più visitati sono i centri storici (82,7% dei turisti), seguiti dalle chiese e dagli altri luoghi dello spirito (11,5%), dai musei e le pinacoteche (7,9%), dai parchi e dalle riserve naturali (7,4%).

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