Il 52% dei cittadini che si rivolgono al Centro dei servizi al volontariato di Genova ha meno di 30 anni. Questo uno dei dati raccolti e diffusi dal Celivo, che si occupa di preparare e offrire servizi a chi si affaccia su questo settore che in una regione come la Liguria ha un ruolo fondamentale soprattutto in alcuni ambiti come il sociosanitario. Sono ben 536 le organizzazioni attive nel Comune di Genova, 714 in tutta la provincia. Per un totale di 50.739 persone attive in modo continuativo. Il 75% del personale non è retribuito.

«Questo territorio ha una storia ultracentenaria per quanto riguarda il volontariato – spiega il presidente del Celivo Luca Cosso (nella foto di apertura con il direttore Simona Tartarini) – e quello che stiamo vedendo è un ritorno dei giovani a questa forma di attività, in controtendenza con quello che si dice della Liguria, cioè che sia una Regione “vecchia”. Tutto ciò è positivo per il ricambio generazionale, perché al momento il 39% dei volontari attivi ha tra i 46 e i 65 anni».

[envira-gallery id=”31348″]

«I ragazzi che studiano ancora sono spesso invogliati a fare un’esperienza di volontariato – conferma Maria Giulia Pastorino, responsabile Formazione del Celivo – lo sente parte del proprio “essere cittadino”, in altri casi l’associazione viene vista come un’occasione per incontrare persone, o avere un punto fermo quando la famiglia non lo è. Per gli universitari è una risposta al bisogno di sperimentare in pratica quello che si vuole fare nella vita, di relazionarsi con un contesto che è diverso dal proprio quotidiano».

Il volontariato non è quindi solo una scorciatoia per trovare un’occupazione: «Si tratta di una palestra per i giovani, perché i soggetti preposti alla formazione non sono più in grado di preparare i ragazzi – aggiunge Cosso – tra l’altro in Europa e in altre regioni italiane il fatto di essere un volontario è uno degli strumenti di valutazione delle persone, del capitale intellettuale. Il volontariato è un investimento, non una rimessa».

Nel corso del 2014 Celivo ha organizzato 79 incontri negli istituti scolastici, parlando a 2109 studenti.

«Il 65% delle associazioni sul territorio riguarda il settore socio assistenziale-sanitario – afferma Simona Tartarini, direttore del Celivo – l’8% quello educativo. Il totale di volontari attivi è di 50.739 persone, un dato che si differenzia dai soci o da coloro che saltuariamente partecipano alle iniziative dell’associazione».

Nel 2014 Celivo ha organizzato 5 corsi di promozione al volontariato e svolto 248 colloqui ad aspiranti volontari, tra cui cominciano a comparire anche gli stranieri.

Il rapporto con le istituzioni è sempre stato positivo, ma il presidente del Celivo chiede uno sforzo in più agli Enti pubblici: «C’è ancora troppa burocrazia, le associazioni faticano a trovare volontari che si occupano della parte amministrativa. Se pensiamo che le associazioni sono costrette a pagare l’Irap sul personale dipendente…il volontariato ha regole e ruolo diverso da quello di una qualsiasi altra realtà che sta sul mercato, imporre le regole di mercato a un’associazione di volontariato vuol dire non averne capito lo scopo».

LASCIA UNA RISPOSTA

Please enter your comment!
Please enter your name here

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.