Enrico Musso è nato a Genova il 14 febbraio del 1962. Professore di Economia dei trasporti all’Università, è stato presidente della Società italiana di Economia dei trasporti. In politica è stato consigliere comunale a Genova con il Partito liberale italiano dal 1990 al 1993. Nel 2007 e nel 2012 si è candidato a sindaco di Genova come indipendente. Dal 2008 al 2013 è stato senatore prima nel gruppo del Popolo della Libertà, poi nel gruppo Misto-Partito liberale italiano.

Si candida a presidente della Regione Liguria come rappresentante di Liguria Libera, gruppo fondato dai consiglieri regionali uscenti Luigi Morgillo e Lorenzo Pellerano.

– Quale è il suo slogan elettorale?

«Rompi gli schemi»

– Che cosa significa questo slogan per lei?

«Liberiamo la Liguria dal sistema di potere partitocratico e clientelare che la soffoca, con risultati catastrofici».

– Quale voto dà all’ultima giunta Burlando?

«Due meno meno».

– Motivi il voto

«Ambiente distrutto e disastri, tasse al massimo, aziende e commercio al collasso, sanità lottizzata, giunta plurindagata. Poteva andar peggio: poteva piovere».

– Quale è il problema più importante da risolvere in Liguria?

«Il lavoro. Per il quale manca una visione del futuro della Liguria, basata sull’impresa e gli investimenti privati nei settori strategici per la regione: logistica, turismo, hi-tech».

– Una sua idea per l’occupazione giovanile

«Il lavoro non si crea per decreto, ma attirando e suscitando investimenti e impresa. Occorre creare un circolo virtuoso: meno burocrazia e tasse, servizi efficienti, nuovi investimenti e nuovo lavoro».

– Una sua idea per favorire l’apertura di nuove imprese

«Meno burocrazia, meno tasse e una Regione “partner” delle imprese, che non generi complicazioni ma offra consulenza, le accompagni negli adempimenti normativi, li semplifichi, incentivi chi innova e crea lavoro».

– Una sua idea per il turismo ligure

«Possiamo puntare su “turismi” diversi: artistico-culturale, naturalistico-ambientale, balneare-sportivo, enogastronomico, crocieristico. Dobbiamo creare “brand” e reputazione con un’unica agenzia, eliminando competenze frammentate ed enti inutili. Copiamo chi fa meglio di noi».

– Una sua idea per l’agricoltura ligure

«È il pilastro per industria alimentare di qualità e turismo enogastronomico e ambientale. Promuoviamo la Liguria sui mercati internazionali, e promuoviamo pesto e focaccia come parmigiano e pizza».

– Una sua idea per il commercio ligure

«Stabilire con legge, la finanziaria regionale, limiti certi alle tasse e alle tariffe dei servizi pubblici. Azzerare gli adempimenti burocratici inutili».

– Una sua idea per la sanità ligure

«Dirigenti scelti non per amicizie politiche ma per meriti valutati da commissioni indipendenti. Unificazione amministrativa (Asl unica), mantenendo il presidio del territorio con ospedali, centri medici 24/7, elisoccorso. Prenotazioni via web».

– Cosa pensa della Gronda di Genova?

«Volentieri, grazie… Palleggi infiniti fra enti locali: Comune “grondivago”, Regione obiettivamente più volenterosa. Ma la gronda non c’è».

– Cosa pensa del Terzo valico?

«Completa il corridoio dei due mari. Senza, ma con il resto ormai finito, traffici e ricchezza andranno solo verso Nord».

– I porticcioli turistici esistenti in Liguria sono sufficienti?

«Se si continua a tassare la nautica come in questi anni, diventeranno persino troppi. Ma la vera domanda è “sono attrattivi?”»

– Cosa pensa della concorrenza tra i tre porti liguri?

«La concorrenza migliora la qualità e crea efficienza. Ma nei grandi investimenti pubblici infrastrutturali occorre concertare le specializzazioni dei diversi porti per razionalizzare la spesa e competere meglio».

– Cosa bisogna fare subito per risolvere i problemi del territorio ligure ed evitare frane e alluvioni?

«Dopo anni di scempi non basta bloccare tutto. Servono opere per riparare i guasti. Poi prevenzione e rinaturizzazione (spazi ai corsi d’acqua, permeabilità). Eliminiamo norme che ostacolano la pulizia dei rivi».

– Ha già dei nomi per la sua giunta? Quali?

«La meritocrazia comincia dalla giunta. Rinnovo una mia proposta di anni fa: gli assessori si scelgono con bandi di concorso aperti, i candidati sono valutati in modo trasparente, e preventivamente “esaminati” anche dal consiglio, come avviene per i ministri Usa e i commissari Ue».

 

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