Antonio Bruno (attuale consigliere della Federazione della Sinistra in consiglio comunale a Genova) è il candidato dell’Altra Liguria, lista che si ispira all’esperienza di Tsipras in Grecia. Nato a Genova il 13 giugno del 1956, è laureato in Informatica ed è un insegnante.

– Quale è il suo slogan elettorale?

«Fuori dal fango».

– Che cosa significa questo slogan per lei?

«Il fango è quello delle alluvioni di un territorio gestito dal profitto, ma anche degrado etico, risollevare la voglia di partecipazione».

– Quale voto dà all’ultima giunta Burlando?

«Tre».

– Motivi il voto

«Siamo vittime e ostaggi di progetti fallimentari. La povertà aumenta anche per una politica industriale asservita alle multinazionali».

– Quale è il problema più importante da risolvere in Liguria?

«Erodere il sistema affaristico causa di scelte deleterie per territorio e economia. Rovesciarlo, ridare voce ai cittadini specie i più deboli».

– Una sua idea per l’occupazione giovanile

«Politiche del lavoro per contrastare la precarietà, riportando produzione sostenibile, welfare e benessere; favorire scambi culturali in Europa e nel Mediterraneo, contrasto alle politiche nazionali di aumento dell’età pensionabile».

 – Una sua idea per favorire l’apertura di nuove imprese

«Incentivi alle aziende produttrici di innovazione: efficientamento energetico, ristrutturazioni edilizie, riduzione e recupero rifiuti, ecoturismo, agricoltura biologica, district park. Microcredito. Trasporti più efficienti per territori “facili” da raggiungere con mobilità pubblica non inquinante».

– Una sua idea per il turismo ligure.

«Stop alla cementificazione, abbattimento ecomostri e ripristino-controllo ampliamento flora autoctona; legiferazione su politiche ecosostenibili; protezione culturale e turistica del Santuario cetacei; ampliamento parchi naturali; politiche di accoglienza, sostenibilità per l’entroterra».

– Una sua idea per l’agricoltura ligure.

«Promuovere un marchio per la produzione ligure, distribuire i terreni incolti alle aziende agricole, in particolare ai giovani; favorire l’incontro diretto produttori-consumatori anche attraverso piattaforme web e app».

– Una sua idea per il commercio ligure.

«Valorizzare il commercio di prossimità attraverso sgravi fiscali; bloccare la costruzione di nuovi grandi centri commerciali; Favorire mercati e esercizi di vicinato, incentivare i negozi di prodotti “alla spina”».

– Una sua idea per la sanità ligure.

«Partire dalla prevenzione e dai bisogni di salute della popolazione per un nuovo piano sanitario, de-medicalizzare le cure, re-internalizzare i servizi, estendere l’orario di apertura dei servizi territoriali. Stop ai privati».

– Cosa pensa della Gronda di Genova?

«Inefficace perché intercetterebbe solo il 20% del traffico; costosa, oltre 3 miliardi euro; dannosa perché favorirebbe il dissesto del territorio; opposta all’idea di incentivare il trasporto pubblico».

– Cosa pensa del Terzo valico?

«Inutile, visto che le linee esistenti possono sopportare tutto traffico portuale; costoso, 6,2 miliardi euro; dannoso per i gravi impatti ambientali e percorsi autorizzativi semplificati».

– I porticcioli turistici esistenti in Liguria sono sufficienti?

«Causano colate di cemento, con grave danno per l’ambiente, quindi al sistema turistico. Offrono pochi posti di lavoro contrariamente alle riparazioni».

– Cosa pensa della concorrenza tra i tre porti liguri?

«Arrivare a un’unica regia del sistema portuale ligure, ampliata anche a Livorno, ottimizzando traffici merci e passeggeri. Non rassegnarsi a essere corridoio merci, ma sviluppare lavoro con manipolazione merci creando district-park».

– Cosa bisogna fare subito per risolvere i problemi del territorio ligure ed evitare frane e alluvioni?

«Stornare le risorse previste per grandi opere, ridurre cemento ed asfalto, “coltivare” i boschi, rifare i Piani di Bacino, non affidarsi ad opere di sola natura “ingegneristica classica” come scolmatori e argini di cemento».

– Ha già dei nomi per la sua giunta? Quali?

«Accanto alle professionalità presenti nelle liste, penso di rivolgermi a Gianni Alioti, sindacalista esperto in tutele a livello internazionale; Mauro Solari, già assessore provinciale, esperto in gestione integrata rifiuti; Mauro Barberis, docente di Diritto all’Università di Trieste, giurista, teorico del diritto e storico delle idee; Teresa Tacchella, giornalista, esperta in comunicazione e partecipazione; Manuela Cappello, già assessore provinciale e consigliere comunale di Genova, esperta in processi partecipativi; Bruno Marcenaro, esperto di trasporto ferroviario; Michela Costa, direzione e gestione di organizzazioni sanitarie e sociosanitarie; Giancarlo Bonifai, già assessore ai Lavori pubblici del Comune di Genova; Dario Rossi, avvocato del Genoa Legal Forum; Andrea Brignolo, già consigliere comunale, esperto di urbanistica; Deborah Lucchetti, rete If, ex-operaia metalmeccanica e sindacalista, si occupa di lavoro, diritti umani, globalizzazione e economie solidali».

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