Fiore all’occhiello, è proprio il caso di dirlo, dell’Istituto regionale per la Floricoltura, è la micropropagazione. La seconda parte del reportage di Liguria Business Journal dedicata all’ente sanremese, ci porta a scoprire i laboratori di ricerca, un tempo collocati nel solo piano inferiore della villa d’epoca e oggi allargati anche al nuovo edificio che affianca le serre. Proprio qui si sviluppa (e si migliora) la grande eccellenza dell’istituto: si tratta della cosiddetta “tecnica di coltivazione in vitro”, un tipo di coltura su cui l’Irf ha maturato un’esperienza trentennale.

La micropropagazione, che si sviluppa anche grazie all’utilizzo di bioreattori e luci led, prevede la selezione di una pianta che, sulla base di determinate caratteristiche genetiche e fitosanitarie, sia in grado di fornire il materiale vegetale di partenza per la prima fase della micropropagazione. Si può partire da un germoglio o da una porzione di foglia o fiore per il primo step di isolamento da cui si svilupperà la “propagazione vegetativa”, cioè l’ottenimento di un grande numero di individui (microtalee) con le stesse caratteristiche della pianta madre. Questi attecchiranno in contenitori sterili e, dopo le fasi di proliferazione e radicamento, le piccole piantine saranno pronte per essere trasferite in un ambiente esterno.

Ogni anno la micropropagazione consente all’Istituto di produrre circa 100 mila esemplari tra verbene, ranuncoli e altre varietà di fiori. Proprio sul ranuncolo, questa tecnica di coltivazione e moltiplicazione viene svolta quasi esclusivamente su commessa.

 

 

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