Sono stati tra i primi in Italia a introdurre un nuovo modo di infondere la chemioterapia senza lasciare segni ulteriori sul torace. Al Santa Corona di Pietra Ligure l’esperienza di Paolo Gazzo e dell’equipe medica dell’Angiografia e radiologia interventistica è stata messa al servizio dell’Oncologia, introducendo un nuovo presidio: il Mini Port. Si tratta di un piccolo tubicino (catetere) introdotto in una vena del braccio del paziente la cui punta raggiunge un grosso vaso venoso del torace (vena cava superiore). Questo catetere viene collegato a un piccolo serbatoio posizionato sottocute nel braccio e dunque del tutto invisibile. Per poter essere utilizzato è necessario pungere il serbatoio attraverso la cute con un ago dedicato.

Questa soluzione viene privilegiata soprattutto nei casi di giovani donne colpite da tumore al seno per diverse ragioni, soprattutto di natura estetica: a differenza del dispositivo tradizionale il Mini Port non richiede alcuna ferita chirurgica sul torace ed è quindi molto più discreto e tollerato anche da un punto di vista psicologico. Tali pazienti hanno già subito un intervento più o meno demolitivo al seno e non accettano di buon grado la presenza di dispositivi venosi visibili esteriormente capaci di ricordare ulteriormente l’iter della malattia. Il Mini Port inoltre non interferisce nelle attività quotidiane e sociali.

Per il suo impianto, effettuato in sala angiografica occorre circa un’ora. L’intervento avviene in regime di day hospital e la paziente è dimessa in giornata.

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