Centro di eccellenza per la sperimentazione del settore, l’Istituto regionale per la floricoltura sorge a Sanremo su quasi 2 ettari di territorio destinati alla coltivazione e alla ricerca.

Oltre alle risorse derivanti dal proprio business sul territorio (circa 100 mila euro) l’Istituto, in qualità di ente strumentale della Regione Liguria, vive grazie ai fondi regionali (circa 700 mila euro, necessari alla copertura spese e al personale) e grazie a quelli europei (circa 1 milione di euro). Il bilancio 2014 si è dunque chiuso intorno agli 1,8 milioni di euro.

Ente strumentale della regione e senza scopo di lucro, l’Irf, in cui lavorano 30 persone, opera a stretto contatto con il territorio: «Non c’è ricerca se manca la spinta dell’imprenditoria. E proprio dalle esigenze del mercato parte la sperimentazione – spiega Margherita Beruto, direttrice dell’istituto – Non è facile far giungere un nuovo prodotto sul mercato: bisogna affrontare un lavoro di squadra. Prima di tutto, è necessario capire qual è l’innovazione che interessa maggiormente al territorio. In un secondo momento, occorre dare il tempo all’istituto di sviluppare con serietà la ricerca: non capita quasi mai di avere la soluzione nel cassetto».

L’elleboro è uno dei fiori su cui si sviluppa maggiormente la ricerca dell’istituto: cinque le varietà brevettate, di cui una completamente bianca dedicata al Papa (Elleboro Francesco). Un tipo di fiore, l’elleboro, che la scorsa primavera è stato dato in campione a una decina di aziende del territorio (circa 4 mila esemplari) che hanno apprezzato le varietà e hanno chiesto un’ulteriore campionatura. Per esigenze di mercato, il fiore reciso è quello che va per la maggiore: la concorrenza del Nord Europa è ancora troppo forte sulla piante in vaso.

 

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