419 milioni di euro per la sicurezza idrogeologica di Genova: 379 milioni provenienti dai fondi Italia Sicura, il resto dai contributi del Comune di Genova. 15 interventi che, oltre a Fereggiano, Bisagno, Chiaravagna, Fegino e Sturla, riguarderanno anche l’intera area metropolitana di Genova con la messa in sicurezza di territori come Chiavari, Lavagna, Rapallo e Sestri Levante.

Dell’intera somma stanziata per 14 città metropolitane nel 2015, circa 1 miliardo e 200 milioni, a Genova andrà la fetta più grossa: «Il destino di Genova è la prevenzione dalle alluvioni – spiega Erasmo D’Angelis, coordinatore responsabile di Italia Sicura della presidenza del Consiglio – Due cantieri sono già avviati, gli altri partiranno entro la fine dell’anno. Secondo il nostro cronoprogramma, dovrebbero essere tutti conclusi entro novembre 2012, ma l’obiettivo è quello di ridurre notevolmente i tempi. Il 2020 sarebbe già un grande successo».

In particolare, la gara per lo scolmatore del Bisagno, l’opera che richiede più tempo, partirà entro la fine dell’anno o al massimo entro gennaio 2016: per l’anno prossimo saranno quindi assegnati i lavori e, una volta partiti i cantieri, l’obiettivo è di concluderli entro cinque anni. «Ovviamente non esistono cantieri silenziosi – precisa l’assessore comunale ai Lavori pubblici Giovanni Crivello – qualche disagio per la città sarà inevitabile, ma cercheremo di ridurli il più possibile».

Genova protagonista inoltre di un progetto-pilota per l’autodifesa durante gli anni di cantiere: «Partiamo da qui con una sperimentazione, prima in Italia, per la sicurezza dei cittadini e dei commercianti nel periodo di avanzamento dei lavori», precisa D’Angelo. E anche un nuovo snellimento burocratico dei lavori, che si prospetta finalmente per il futuro, partirà proprio dalla “norma Bisagno” contenuta nello Sblocca Italia: i cantieri avviati non saranno più bloccati da eventuali ricorsi: i lavori, affidati con gara, non saranno più interrotti, come invece accaduto proprio per il torrente Bisagno.

«Stiamo parlando di una vera e propria inversione politico-culturale – spiega il sindaco di Genova Marco Doria – dopo anni durante i quali non si è mai intervenuti sul territorio e si sono trascurate queste importanti criticità, oggi stiamo finalmente mettendo in atto interventi concreti per la sicurezza dell’area metropolitana di Genova». Nello specifico, i lavori sul Bisagno comprendono la copertura del tratto terminale del torrente (da Corte Lambruschini fino alla ferrovia), e le opere per lo scolmatore: complessivamente un investimento di 280 milioni, di cui 165 solo per la galleria scolmatrice. La messa in sicurezza sul Chiaravagna costerà circa 22,2 milioni, mentre quella sul torrente Sturla, compresa la galleria scolmatrice del rio Vernazza, circa 10 milioni di euro. Sul Fegino si parla di 3 milioni di euro, mentre 5 milioni saranno destinati alla sicurezza del bacino Belvedere.

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