Enrico Botte, 39 anni, è il nuovo presidente dei Giovani di Confindustria Genova. L’imprenditore dell’informatica (l’azienda si chiama Fos) per i prossimi tre anni ha puntato su tre parole chiave: giovani, impresa, innovazione. Proprio per questo a fine febbraio sarà uno dei principali promotori del progetto innovation hub: Genova diventerà prototipo a livello nazionale per il trasferimento tecnologico. I punti del programma sono chiari: «Incentivare l’economia del mare – racconta – favorire progetti che sviluppino la tecnologia e la logistica, fare in modo che l’Università torni protagonista, lanciando il brand “Genova Campus”, da un lato manifattura, dall’altro la tecnologia».

Genova è la città più vecchia d’Italia, con un’età media di 48 anni, ma per Botte non è un problema: «Sono laureato in storia, quindi sono consapevole che il futuro è tutto da scrivere, pur avendo perso tanto tempo. Le risorse, i talenti e le competenze possono venire fuori. Noi dei gruppi giovani siamo molto uniti, ci prenderemo il nostro spazio».

I valori aggiunti di Genova e della Liguria su cui puntare per Botte sono la bellezza del territorio, le aziende che riescono a esportare in tutto il mondo, il porto che può ambire a riconquistare l’Europa, senza dimenticare l’apporto delle persone: «Quello dei flussi migratori è un tema importante, stiamo attraendo popolazione giovane ma non altamente qualificata, dovremmo portare a Genova persone che possano fornire valore aggiunto».

Il tema che però gli è più caro è quello delle start up, avendo cominciato così: è uno dei fautori dello start up desk, che – dice – sta portando i primi risultati, l’humus per l’innovation hub: «Abbiamo la sede nazionale dell’Istituto italiano di tecnologia, la nostra facoltà di Ingegneria è tra le prime in Italia, a Genova c’è anche il Cnr, l’obiettivo è portare idee innovative dal laboratorio al mercato».

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