«Nessuna trattativa se Amt non ritira la disdetta dei contratti integrativi». Filt Cgil, Fit-Cisl, Uiltrasporti, Faisa-Cisal e Ugl non usano giri di parole e ribadiscono ai lavoratori la ferma intenzione a contrastare con ogni mezzo le ultime mosse dell’azienda del trasporto pubblico genovese. Giovedì scorso, in una lettera inviata alle organizzazioni sindacali, l’amministratore delegato di Amt Livio Ravera ha annunciato lo stop agli integrativi aziendali a partire dal 2 febbraio 2015, una misura ritenuta necessaria per evitare «l’azzeramento del patrimonio aziendale e la messa in liquidazione della società». Per il 2015 le previsioni parlano di un buco di bilancio pesante, 9 milioni di euro, una cifra che tiene conto anche del venir meno del contributo di 4,3 milioni di euro che per quest’anno arriverà dal Comune di Genova. Dal canto suo palazzo Tursi ha fatto sapere, per bocca del sindaco Marco Doria, che la disdetta dei contratti è una misura necessaria per evitare il fallimento: «Non ci sono più soldi, si tratta quindi di un atto dovuto e responsabile».

Ovvio che sindacati e lavoratori siano di parere opposto. Ieri, all’assemblea convocata nella sala Chiamata del porto, erano presenti circa 400 dipendenti, pronti a questo punto a scioperi, manifestazioni e addirittura azioni legali contro Amt.

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