Si chiama Smart Track ed è l’idea vincitrice della seconda edizione di SmartCup Liguria, promossa da Regione Liguria, organizzata da Filse e inserita anche nel programma del Festival della Scienza. Un’idea nata sui banchi di scuola, sviluppata poi su quelli universitari e oggi concretizzata in un progetto che, da una base di 70 mila euro necessari ad affacciarsi sul mercato, può realizzare un sistema di localizzazione indoor ad alta precisione. «Si tratta di un sistema – spiega Saverio Pagano (nella foto di apertura), ideatore del progetto – che, a differenza del Gps, può funzionare anche all’interno degli ambienti chiusi. Con una curatezza di soli 50 centimetri, questo tipo di localizzazione diventa molto utile per gestire al meglio la sicurezza in luoghi come scuole, uffici, industrie e stabilimenti». Un vero e proprio “smart safety system” in grado di salvare vite umane e premiato non solo con il riconoscimento della categoria Ict & Social Innovation, ma anche con quello assoluto della manifestazione. «Su 33 idee presentate – spiega Walter Bertini di Filse – oggi, in Camera di Commercio, abbiamo dodici finalisti. L’anno scorso abbiamo premiato quattro vincitori, diventati oggi aziende vere e proprie, e anche quest’anno speriamo che questi giovani possano gettare le basi per realizzare qui il proprio business».
Motori, cosmesi ecosostenibile e prodotti tecnologici da laboratorio i campi di lavoro dei progetti vincitori delle altre tre categorie in gara. SmarTissue si è aggiudicato la targa per la categoria Life Science.

Paolo Odone e i vincitori della categoria Life Science con SmarTissue
Paolo Odone e i vincitori della categoria Life Science

Un’idea, quella di Francesco Urciuolo, nata e realizzata totalmente in laboratorio: si tratta di un tessuto al 100% compatibile con la pelle umana, in grado addirittura di cambiare e di invecchiare con l’esposizione alla luce del sole e con il passare del tempo. Una vera e propria pelle artificiale destinata principalmente all’uso nelle case farmaceutiche e cosmetiche per aumentare e migliorare la sperimentazione dei prodotti, riducendo i test sugli animali. Si parla sempre di cosmetica, ma questa volta di prodotto, con Acadermic, premiato per la sezione Agrofood: il progetto, presentato da Chiara Lacapra e Silvia Rum, propone in un’ottica di stabilità e trasparenza il riutilizzo e lo sviluppo degli “scarti” delle aziende agricole liguri e del Nord Italia, ai quali si può dare una seconda vita nei laboratori di cosmesi.

Le vincitrici della categoria Agrofood, Silvia Rum e Chiara Lacapra, per Acadermic
Le vincitrici della categoria Agrofood, Silvia Rum e Chiara Lacapra

Dall’elaborazione di questi materiali è possibile ottenere estratti vegetali alla base di prodotti farmaceutici e cosmetici: proprio le farmacie e le parafarmacie (rispettivamente 18 mila e 3 mila in Italia) rappresentano il principale target a cui è destinato il progetto. Infine, un motore a idrogeno firmato H2Boat si aggiudica il premio Industrial: un’innovazione, a minimo impatto ambientale, dedicata non solo ai grandi produttori navali, ma anche ai privati, e che guarda già al futuro puntando sul combustibile del futuro anche per gli altri mezzi di trasporto.

Paolo Odone con i vincitori della categoria Industrial per H2Boat
Paolo Odone con i vincitori della categoria Industrial per H2Boat

Secondo Lorenzo Di Fresco, la base per partire è di 200 mila euro, necessari a realizzare una barca prototipo su cui testare il nuovo motore a idrogeno. In programma, nel 2015, anche una crociera promozionale.
I quattro vincitori hanno ricevuto anche il premio della Camera di Commercio di Genova.

 

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