(Ha collaborato Emanuela Mortari)

Il “silver Tsunami” che coinvolge anche, soprattutto, Genova: è l’invecchiamento delle persone nate nell’immediato dopoguerra, un fenomeno completamente nuovo e di enormi dimensioni che coinvolge, per la prima volta nella storia, la nostra società. Ed è proprio Genova, una delle città con la maggiore percentuale di over 65, il 27,8% del totale, a ospitare al Festival della Scienza un incontro sull’invecchiamento dei cosiddetti “baby boomers”, ossia coloro che sono nati durante il boom economico, protagonisti di quell’esplosione demografica che non si è più ripetuta negli anni successivi.

Marco Trabucchi (a sinistra) e Claudio Ivaldi geriatra Asl 3
Marco Trabucchi (a sinistra) e Claudio Ivaldi geriatra Asl 3

I liguri sono un popolo a maggioranza “senior”: la percentuale di anziani raggiunge il 27,7%, a differenza della media italiana del 21,7%. L’età media della popolazione è di 48 anni, di ben 4 anni superiore a quella nazionale. Non a caso, proprio nella nostra regione è più facile trovare le risposte del cosiddetto “Silver tsunami”. Il “boom” economico e sociale del secondo guerra, il miglioramento dello stile di vita (che pesa per ben il 75% sulla nostra aspettativa di vita), i progressi nella medicina, nell’alimentazione e nella sicurezza sul lavoro sono le principali motivazioni di questo fenomeno. Ma le risposte sociali, economiche e sanitarie su come gestire, nel presente e nel futuro, il fenomeno stesso, prova invece a darle Marco Trabucchi, direttore scientifico del Gruppo di ricerca geriatrica di Brescia, presente oggi alla conferenza: «Questa fascia della popolazione ha oggi a che fare con diversi tipi di crisi: le principali sono quella economica e quella della famiglia. La prima ha risvolti sulla salute stessa delle persone anziane, perché spesso il benessere fisico e mentale dipende dalle proprie disponibilità finanziarie. La seconda porta invece alla solitudine, uno stato d’animo, ma anche fisico, che fa affrontare con maggiore pessimismo qualsiasi genere di problema». Capire che “anziano” non è sinonimo di “malato” e, dall’altra parte, far capire che l’invecchiamento non è una malattia, sono i primi passi che la società deve compiere per prendersi cura di questa fascia d’età. Insieme a una programmazione corretta nell’ambito della ricerca e della protezione sociale e alla difesa dei diritti. Ma non solo: la sanità e, in particolare la prevenzione, svolge un ruolo fondamentale: «Un esempio su tutti è l’Alzheimer – spiega Trabucchi – a oggi non abbiamo nessuna cura per sconfiggere questa malattia, ma la prevenzione risulta un’arma fondamentale per rallentare o addirittura escludere l’avanzamento del processo. Lo stesso avviene per le altre patologie croniche non trasmissibili: un migliore stile di vita contribuisce, nel corso dei decenni, a prevenire in modo indiretto il manifestarsi di questo tipo di patologie. In questo caso parliamo del cosiddetto miglioramento delle coorti». In Liguria il peso degli anziani sulla spesa sanitaria è particolarmente elevato: il 14,5% della popolazione è over 75, un record italiano. Inoltre la Liguria ha il primato nazionale dell’indice di invecchiamento: 238,2 over 65 ogni 100 over 15. Il dato nazionale è di 151,4, Nord Ovest 164,4, Centro 166,4, Sud 127,4. In Liguria nel 2002 in Liguria c’erano 57 persone anziane ogni 100 attivi, nel 2013 64,7. In Italia nel 2002 erano 49,1, nel 2013 sono 54,2.

Anziani e risorse sanitarie

La cronicità incide molto sulla spesa sanitaria: quasi un terzo delle visite generiche e specialistiche è erogato per popolazione multicronica; le notti di degenza ospedaliera di anziani e cronici rappresentano il 75% del totale. Gli studi dell’Agenas (agenzia nazionale della sanità) mostrano che grazie ai progressi della medicina si diventa cronici 5 anni più tardi rispetto a prima (a 75 anni), tuttavia la Liguria non registra troppi benefici dal punto di vista della spesa sanitaria proprio perché ha moltissimi over 75.

Per quanto riguarda la spesa farmaceutica e il consumo di medicine, i dati dipendono anche da caratteristiche demografiche. Gli over 65 assorbono oltre il 50% della spesa complessiva (spesa 5 volte maggiore per il Servizio sanitario nazionale rispetto alla media sostenuta per lo stesso individuo in precedenza). Oltre il 90% degli over 75 assume almeno un medicinale. Gli over 65 consumano in media 2,4 dosi unitarie al giorno. Gli over 75 ne consumano 3,2. La Liguria è prima in Italia per spesa procapite di farmaci di fascia C (44,9 euro). Nella convenzionata -4,2% nel gennaio-settembre 2013 rispetto al 2012.

Per Trabucchi Genova può essere un “laboratorio”, anche se la mancanza per esempio di una struttura formale di geriatria territoriale nell’Asl 3, non è un buon inizio.

 

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