Nuova convenzione tra ospedale pediatrico Gaslini di Genova e il David Chiossone onlus per ciechi e ipovedenti. Un accordo che vuole ampliare e rafforzare la collaborazione tra i due istituti per offrire insieme i migliori servizi di cura e riabilitazione per bambini e ragazzi con gravi problemi visivi o di pluridisabilità. «La convenzione firmata – spiega Paolo Petralia, direttore del Gaslini – è un’ulteriore conferma della strategia di consolidare il lavoro in rete e nuovi percorsi di collaborazione tra il Gaslini e le altre strutture d’eccellenza a livello locale e internazionale:  in questo caso con l’istituto David Chiossone, uno dei pochi centri nazionali di riabilitazione visiva dell’età pediatrica, che Genova ha la fortuna di ospitare».
Le principali linee guida dell’accordo tra i due centri di eccellenza per offrire programmi riabilitativi integrati saranno l’interscambio delle rispettive competenze in ambito clinico, sanitario e riabilitativo e la presa in carico condivisa dei piccoli pazienti che necessitano di interventi di cura e riabilitazione. Ma anche la sinergia per la realizzazione di comuni progetti assistenziali multidisciplinari, l’aggiornamento continuo, la definizione e lo scambio di best practice. «Oggi i piccoli pazienti affetti da deficit visivo e spesso anche da altre menomazioni – commenta Paolo Capris, direttore dell’unità operativa Oculistica del Gaslini – possono avviare il processo di valutazione della loro disabilità e programmare quindi un intervento riabilitativo individualizzato e personalizzato da parte dei riabilitatori dell’istituto David Chiossone, durante la degenza nell’istituto Gaslini o immediatamente dopo la dimissione. Successivamente, sempre nell’ambito della convenzione, sarà possibile avviare il processo riabilitativo all’interno del reparto di degenza o nella sede interamente dedicata all’infanzia presso Villa Chiossone in Corso Italia. Sarà quindi possibile evitare ogni eventuale ritardo nel trattamento, a volte molto rischioso per il suo successo, principalmente causato dalla mancanza di strutture riabilitative o da lungaggini burocratiche per l’approvazione del trattamento, che possono verificarsi da parte delle Asl dei territori di provenienza dei pazienti. Saremo anche in grado di mettere in atto trattamenti intensivi quotidiani al reparto di degenza o nella sede di Villa Chiossone, nelle prime fasi, e poi avviare, dopo la dimissione, il trattamento nelle modalità già in atto con le convenzioni con il Sistema sanitario nazionale».

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