Se si va avanti così, si rischia la liquidazione. Questo il succo della lettera con cui l’amministratore unico di Amt, Livio Ravera, ha comunicato ai sindacati la disdetta dei contratti integrativi a partire dal 2 febbraio 2015. «L’assemblea della società ha approvato il bilancio relativo al 2013 con un utile di 83 mila euro e un patrimonio netto di 9 milioni di euro – si legge in un comunicato dell’azienda – Quest’anno riusciremo a chiudere in pareggio, ma per il 2015 la situazione economica previsionale presenta un grave squilibrio che, in assenza di misure correttive, potrebbe comportare l’azzeramento del patrimonio aziendale e la messa in liquidazione della società». Lo squilibrio viene quantificato in circa 9 milioni di euro, considerando anche il venir meno del contributo di 4,3 milioni in arrivo per il 2014 da palazzo Tursi. «Amt, insieme al suo socio unico (il Comune di Genova) ha deciso di attivare tutte le misure necessarie per garantire la continuità del servizio e salvaguardare l’occupazione, i attesa di conoscere le specifiche e l’iter della gara sull’unico lotto regionale».

La notizia è stata accolta come un fulmine a ciel sereno dai sindacati, che hanno convocato per oggi alle 15 una conferenza stampa presso il Cral di Amt di via Ruspoli, a Genova.

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