Per gli uomini di mare era un segnale: la bottiglia di spumante lanciata il 7 luglio 2006 nel porto di Civitavecchia dalla modella Eva Herzigova, madrina della Costa Concordia, non si ruppe. Tra l’altro quel giorno era un venerdì. Secondo le tradizioni nautiche (il primo battesimo di una nave si fa risalire al 1418, mentre nel 1610 venne usato per la prima volta il vino, in un calice d’oro) questa cerimonia, con la benedizione è un modo per “dare vita alla nave”, proprio come, per la religione cristiana, accade per i bambini. Cerimonia della buona sorte, insomma. E la storia della navigazione riporta vari episodi che hanno rafforzato questa credenza, come, il 22 settembre 1907, nei cantieri di Riva Trigoso, la vicenda della “Principessa Jolanda”, affondata subito dopo il varo (la sua gemella Principessa Mafalda naufragò in Brasile 20 anni più tardi).

Rituale pagano o no, quella bottiglia che non si rompe (nel caso della Concordia venne recuperata da un addetto che la ruppe a mano) è sempre stato considerato un pessimo segno.

E, puntualmente, tutta la storia della Costa Concordia avrebbe confermato per i superstiziosi quella jettatura. Il 22 novembre 2008 la nave, spinta dal vento, andò a sbattere con la fiancata di dritta contro un molo del porto di Palermo. Nella notte tra il 3 e il 4 maggio 2010 un passeggero trentatreenne di nazionalità russa cadde in mare davanti alle coste francesi, mentre la Concordia compiva la tratta Savona-Barcellona. Le cause di quella morte non sono mai state accertate. Infine, il 7 novembre 2010, nel porto di Savona, nuovo incidente: la Concordia urtò una gru inattiva su una banchina.

La Costa Concordia era stata ordinata il 19 gennaio 2004; costruita dai cantieri di Sestri Ponente della Fincantieri, venne varata il 2 settembre 2005. La nave era costata 450 milioni di euro e poteva trasportare 1100 uomini di equipaggio e fino a un massimo di 3780 passeggeri.

La sua stazza lorda era di 114.137 tsl, la lunghezza 290,20 m, la larghezza 35,50 m, l’altezza 70 m con un pescaggio di 8,2 m. Poteva raggiungere una velocità massima di 23 nodi (velocità di crociera 19,6 nodi). Le sue 1500 cabine (505 con balcone e 70 suite) erano distribuite su 13 ponti (dedicati ad altrettanti Stati europei: Olanda, Svezia, Belgio, Grecia, Italia, Gran Bretagna, Irlanda, Portogallo, Francia, Germania, Spagna, Austria e Polonia). Disponeva di 5 ristoranti, di 13 bar, di quarto piscine salate, cinque vasche idromassaggio, un campo sportivo, un percorso di jogging, un centro benessere su due piani di 2100 mq., un teatro su tre piani, due discoteche, casa da gioco e un cinema 4D.

Alle 21,45 di venerdì 13 gennaio 2012 – ma la storia è ormai entrata nell’immaginario collettivo – dopo essere partita da Civitavecchia per una crociera nel Mediterraneo (le tappe seguenti avrebbero dovuto essere Savona, Marsiglia, Barcellona, Palma di Maiorca, Cagliari, Palermo) con 1.013 uomini di equipaggio e 3.216 passeggeri, la Concordia ha urtato uno degli scogli delle Scole, davanti all’isola del Giglio (42°21′53.5″ N 10°55′16.46″ E), procurandosi uno squarcio di 70 metri e finendo arenata su un fianco davanti a Punta Gabbianara. I morti provocati dal naufragio sono stati 32.

Il comandante della nave, Francesco Schettino, è attualmente sotto processo con le imputazioni di omicidio colposo plurimo, lesioni colpose, naufragio e abbandono di nave.

Sono note, anzi, sono diventate quasi leggendarie, anche le operazioni per il recupero della Concordia e il suo trasporto nel porto di Genova per la demolizione. Il recupero del relitto è iniziato il 16 settembre 2013 con la rotazione (parbuckling) del relitto che era appoggiato su un fianco. Il 14 luglio 2014 sono iniziate le operazioni per riportare al galleggiamento (refloating) la nave grazie a 30 cassoni. Il 23 luglio la Concordia ha lasciato l’isola del Giglio trainata da due rimorchiatori e quattro giorni dopo è stata ormeggiata davanti al porto di Prà-Voltri. Qui verrà smantellata da un consorzio di imprese (valore della commessa 100 milioni di euro). La prima fase dei lavori terminerà nel gennaio 2015. Successivamente la Concordia verrà trainata nei bacini del porto genovese per la demolizione dello scafo.

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