«Non mi stancherò mai di dirlo, non si esce da nessuna crisi economica senza nuovi imprenditori», questa l’affermazione di Ferruccio Dardanello, presidente di Unioncamere, nella sua relazione durante la 138esima assemblea delle Camere di Commercio a Genova, dedicata ai “giacimenti” di stile, bellezza e tecnologia che sono la strada maestra per guardare al futuro, oltre il declino. Unioncamere, Fondazione Edison e Symbola sono i promotori del manifesto “Oltre la crisi. L’Italia deve fare l’Italia”, il cui primo firmatario è proprio Ferruccio Dardanello. Per andare oltre la crisi sembra che per 100 mila under 35 la soluzione sia stata proprio quella di mettersi in proprio (il 33,9% delle imprese nate nel 2013). «La Liguria – sottolinea il presidente della Camera di Commercio Paolo Odone in apertura dei lavori davanti a 70 suoi colleghi presidenti di Camere italiane e i ministri Massimo BrayAndrea Orlando Flavio Zanonato – è uno dei tanti giacimenti di cui il Belpaese è costellato, che si sta preparando a essere, nel 2015, il mare dell’Expo. Ma per scoprirla, e per farla ripartire, ci vogliono collegamenti veloci via terra, ferro e cielo con l’Italia e con l’Europa».

Paolo Odone (a sinistra) con Ferruccio Dardanello
Paolo Odone (a sinistra) con Ferruccio Dardanello

Anche Renzo Guccinelli, assessore allo Sviluppo economico della Regione Liguria, è ottimista: «Questo Paese ce la può fare e Genova vuole fare la sua parte. Occorre puntare sulla portualità: Genova, La Spezia e Savona sono porte di ricchezze e persone. Avevamo ragione a combattere affinché rimanessero aperti i cantieri di Fincantieri, abbiamo giacimenti di qualità».

Dati quelli sull’imprenditorialità giovanile che Dardanello ha voluto interpretare come un inno di speranza. Speranza alimentata dall’impegno dedicato alla ripresa: «Le Camere di Commercio italiane, in questi anni di crisi, hanno fatto uno sforzo supplementare per sostenere lo sviluppo e la competitività delle nostre aziende, soprattutto di quelle più piccole che maggiormente risentono di questa difficile fase economica. E per rendere sempre più incisiva la nostra azione, Unioncamere ha potenziato attività e indirizzi comuni facendo sempre più sistema. Solo nel 2012 abbiamo realizzato diversi interventi del valore di oltre 450 milioni di euro, dei quali poco meno del 40% a supporto del credito e dell’internazionalizzazione. Ed è dunque grazie anche al nostro aiuto se le imprese hanno dimostrato di poter reagire alla tempesta della crisi». Impegno che dovrebbe però essere accompagnato da adeguate politiche economiche, data la presenza di questioni cruciali che attendono risposte immediate e incisive: «L’impresa è la nostra prima risorsa, il nostro primo “giacimento”, capace di produrre ricchezza, lavoro, benessere sociale. È arrivato dunque il momento che il mondo del credito faccia fino in fondo il suo dovere per sostenere quelle imprese meritevoli che rischiano di chiudere. E la legge di stabilità incide positivamente in questo senso. Il rifinanziamento del Fondo centrale di garanzia per 1,8 miliardi di euro potrebbe consentire di attivare nuovi finanziamenti alle piccole e medie imprese per circa 27 miliardi di euro nel prossimo triennio».

I relatori dell'assemblea nazionale camerale
I relatori dell’assemblea nazionale camerale

Tra i temi affrontati il credito, l’internazionalizzazione, la necessità di semplificare la macchina burocratica, i giovani, la formazione, l’innovazione, l’ambiente e la sostenibilità. E in questo panorama secondo Dardanello «la rete delle Camere di Commercio appare la candidata naturale a garantire un intervento “ordinario” di servizi per sostenere l’autoimpiego e la nascita di nuove imprese. Da quelle giovanili a quelle sociali, da quelle femminili alle startup innovative. Per dare una chance a tutti, al Nord come al Sud». Il ministro allo Sviluppo economico Flavio Zanonato, dati alla mano, assicura che la risalita comunque è vicina. Per far ripartire l’economia bisogna passare attraverso l’internazionalizzazione delle imprese e la capacità italiana di richiamare turisti grazie alle sue bellezze e alla sua cultura, come evidenzia anche il ministro per i Beni culturali Massimo Bray.

In ogni caso, sottolinea il ministro dell’Ambiente Andrea Orlando, è necessaria una modifica del sistema bancario che, così com’è strutturato oggi, non sembra adatto a sostenere il tessuto produttivo per superare la crisi.

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