Non più solo container, ma anche forklift, reach stacker, autogru, travel lift. Box International, la società genovese attiva dal 1982 nel commercio di container, ha ampliato dall’anno scorso la sua gamma di prodotti e servizi, introducendo anche il noleggio e la vendita di macchine per la movimentazione dei contenitori. Grazie alla collaborazione e all’aiuto di Giorgio Garassini, ex dirigente alle vendite della Belotti, a trent’anni dalla sua fondazione Box International srl è diventata agente di Oto Lift Trucks, azienda emiliana del gruppo Marcegaglia che produce carrelli elevatori da 16 a 52 tonnellate. «I modelli 32, 42 e i 47 tons e gli stacker della Oto sono macchine testate da 5 anni con una produzione tutta italiana: nello stabilimento di Boretto sono costruiti e assemblati tutti i pezzi, eccetto motore e trasmissioni. Di recente sono usciti i carrelli piccoli 22, 25 e 26», spiega Garassini. «In Italia siamo già riusciti a vendere i primi nuovi Rst, Reach stacker, offrendo un servizio esclusivo di scambio del nuovo con l’usato e con l’ausilio di nuove formule di leasing finanziario. Abbiamo ricevuto anche richieste dall’estero, alle quali contiamo di provvedere ancor meglio nel 2014», dichiara Angelo Martinengo, procuratore speciale di Box International che sarà presente con la sua azienda a Piacenza dal 26 al 28 settembre al Gis 2013 (Giornate italiane del sollevamento e dei trasporti eccezionali), proprio per presentare i nuovi Rst della Oto lift trucks.

Angelo Martinengo
Angelo Martinengo

Una novità che si va ad aggiungere ai servizi logistici per il trasporto, la movimentazione e il deposito di container offerti da Box International e che va a contrastare alcune difficoltà logistiche incontrate nel settore, quando l’azienda opera in aree non economicamente sviluppate, dove possono mancare mezzi di sollevamento adatti. «Negli anni Settanta e Ottanta, nell’Africa occidentale i container venivano scaricati dai camion con una corda legata a un albero, mentre la motrice partiva a tutta forza. Poi i container tornavano semidistrutti e subivamo contraddittori pazzeschi a ogni riconsegna e delle diatribe con il cliente conduttore del noleggio che avevamo faticato mesi per convincerlo a noleggiare da noi», racconta Martinengo. L’azienda fattura in media circa 3 milioni di euro all’anno. A causa della recessione, nel 2012 il fatturato è calato di un terzo, ma quest’anno ha ripreso a crescere con gli stessi ritmi degli anni scorsi e al momento oscilla tra 2 e 2,5 milioni di euro. In tutta Europa e sulla penisola italiana conta più di 2 mila clienti consolidati, e circa 200 fornitori provenienti da tutto il mondo: Stati Uniti, Europa, Cina, Giappone. «Siamo agenti anche della Nichicon, società di container e cisterne, per la quale lavoriamo come tank in Italia. Dall’estremo Oriente arrivano carichi, scaricano in Italia e poi noi li puliamo, li trasportiamo e li facciamo andare a carico», dice Martinengo.
A compagnie marittime, trasportatori, industrie esportatrici e utilizzatori finali Box International propone per il magazzinaggio o il trasporto di carichi secchi o liquidi: contenitori Iso lunghi 6 o 12 metri, contenitori speciali, casse mobili, frigoriferi, cisterne, monoblocchi abitativi per uso cantiere. In media vende ogni anno tra i 2000 e i 2500 contenitori a prezzi di mercato che variano da 2600 a 2800 euro. Per la società genovese il contenitore racchiude non solo un’attività commerciale legata al passato, ma anche un settore su cui fare ricerca e investire per il futuro. Proprio Box International ha lanciato negli anni Novanta l’idea del container come mezzo di comunicazione, sostenendo una campagna pro rivestimento del container.
Oggi, nel mondo circolano 33 milioni di container e grazie alle navi portacontainer giramondo con una capacità di 18 mila teu solo il 20% del trasporto avviene via mare, mentre il restante 80% si svolge a terra in zone estremamente visibili. Se rivestiti con spot pubblicitari e loghi aziendali, i container possono essere sfruttati in modo proficuo come strumenti di marketing e comunicazione. Attribuendo un prezzo simbolico di un dollaro a ogni parete dei container presenti nel mondo, Box International ha stimato che nel 2010, ogni giorno sono stati persi circa 100 milioni di dollari a causa del mancato rivestimento dei container.

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