Anno positivo per l’impresa spezzina di ristorazione veloce, che chiude il 2012 con un fatturato di 4,5 milioni di euro. Gli ingredienti del successo, a detta dell’azienda Cibiamogroup sono tradizione, selezione delle materie prime e attenzione alla lavorazione. L’avventura dei tre soci, Alessandro Ravecca, presidente e amministratore, Giorgio Ravecca e Claudio Bernardi, inizia 20 anni fa con l’apertura, nel 1992, del primo locale all’interno dell’Ipercoop di Sarzana. «L’idea – spiega l’amministratore – era quella di realizzare un locale in cui il piacere di mangiare potesse coesistere con la mancanza di tempo, tipica di un mondo sempre di corsa ». Il binomio qualità/velocità diventa dunque una delle peculiarità del marchio Cibiamo.

Alessandro Ravecca
Alessandro Ravecca

«C’è un grande pregiudizio – dice Ravecca – nei confronti della ristorazione veloce, spesso considerata di bassa qualità. In realtà da sempre l’uomo mangia fuori casa: quando andava a caccia, quando trascorreva la giornata a lavorare nei campi, quando si metteva in viaggio col proprio bestiame. Cibiamogroup si rivolge al pellegrino del 2000, a tutte quelle persone che per ragioni diverse scelgono di mangiare fuori ma non vogliono rinunciare a un pasto genuino». Insieme alla focaccia ligure, primo prodotto proposto, si possono gustare 35 tipi di focacce farcite e 15 tipi di pizze, in base a un metodo di rotazione stagionale che, ogni tre mesi, offre al pubblico abbinamenti diversi. Nel giro di pochi anni il marchio si espande in tutta Italia: oggi conta 90 insegne suddivise in 70 location. Nel 2000 il gruppo spezzino lancia il marchio “La bottega del Caffè”, una serie di caffetterie che offrono diverse combinazioni di caffè e un assortimento di prodotti artigianali dolci e salati. Nello stesso periodo viene inaugurato un altro format, V-cafè, ideato apposta per i fitness club e i centri benessere Virgin Active Italia «Il format V-cafè – racconta Ravecca – è un esempio di come Cibiamogroup riesca, pur nel rispetto di criteri base irrinunciabili, a creare nuovi modelli per esigenze particolari: in questo caso abbiamo pensato a un design moderno fatto di spazi aperti e colori vivaci». La società si spinge oltreconfine e nel 2010 apre a Londra, in Regent street il primo locale all’estero. «Lo slogan “Food lovers speak italian” accompagna la comunicazione dei nostri negozi: vogliamo promuovere la qualità del made in Italy proponendo prodotti tipici, legati alla nostra tradizione culinaria. L’export del cibo italiano continua a crescere a ritmi vertiginosi, con una forte domanda che giunge da ogni continente, come hanno mostrato di recente i dati del Cibus global forum di Parma».

15 milioni di scontrini in un anno: centinaia di persone entrano ed escono ogni giorno dai locali del gruppo Cibiamo. C’è chi lo fa per necessità – manca il tempo per far la spesa, tornare a casa e cucinare – e chi per consumare un pasto rapido con gli amici. «La nostra clientela è molto vasta, ci rivolgiamo a chiunque cerchi un’esperienza di pranzo veloce con una qualità migliore rispetto al fast food a un prezzo decisamente inferiore rispetto a un ristorante. Ma il nostro cliente è anche l’imprenditore che vuole investire in un’attività tutta sua con la garanzia di un gruppo alle spalle che lo sostenga». La formula è quella del franchising «una forma di collaborazione che ci ha consentito di crescere non solo per numero di negozi ma per conoscenza e competenza. Siamo presenti in vari centri commerciali, stazioni ferroviarie e aeroporti: Milano, Napoli, Bologna, Torino, Roma, Genova, solo per citare alcune città». Nel 2011 viene introdotto un nuovo format, Cibiamostation, studiato apposta per Centostazioni (gruppo Ferrovie dello Stato) che intende riqualificare 103 stazioni ferroviarie. Il locale, primo di una serie di altre aperture (Savona, Livorno, La Spezia e Reggio Emilia), è stato inaugurato a Parma e prevede un reparto take away e la vendita di prodotti tipici. le iniziative imprenditoriali non si fermano: al momento Cibiamogroup sta lavorando a un nuovo progetto: Cibiamotime, che come illustra Ravecca, rappresenta «un luogo di contaminazione tra caffè, bar e pizzeria, uno spazio dinamico pensato per dare risposte diverse a tutte le ore della giornata: colazioni al mattino, proposte salate per la pausa pranzo, snack pomeridiano e aperitivo dalle ore 18». Il futuro sarà anche all’estero: a Londra fondata una società ad hoc per lo sviluppo sul suolo britannico a partire dalla fine dell’anno.

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